Madri di nascita e la pratica dell’adozione internazionale in Corea

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Questo libro da luce alla storia nascosta delle madri naturali in Corea del Sud coinvolte nella pratica dell’adozione transnazionale lunga 60 anni. L’autrice presenta un’etnografia basata sulle prestazioni di case di maternità, uno show di ricerca in televisione, un forum su internet, e una serie di testimonianze per sviluppare il concetto di maternità virtuale, un quadro teorico in cui le esperienze della separazione delle madri alla nascita, e poi il ricontattare il bambino, così come le loro dolorose narrazioni ambivalenti di perdita e di adozione, sono resi, sentite e riconosciute. Qui, l’autrice rifiuta una nozione universale di maternità. La sua critica dell’adozione transnazionale riguarda i suoi effetti implacabili sulle vite delle madri di nascita, puntando alla quotidiana e normalizzata violenza contro la povera classe lavoratrice delle ragazze-madri in uno stato moderno e sviluppato come la Corea del Sud ed evidenzia le funzioni biopolitiche dell’adozione transnazionale nella gestione di “un eccesso” di popolazione. Allo stesso tempo, la sua analisi creativa rivela in opposizione all’approvazione popolare e alla storia, proponendo le rimostranze collettive delle madri di nascita.
L’autrice Hosu Kim è assistente di Sociologia e Antropologia, con specializzazione su studi riguardo donne, genere e sessualità, presso il College of Staten Island, City University di New York, Stati Uniti d’America.

http://www.palgrave.com/it/book/9781137538512

This book illuminates the hidden history of South Korean birth mothers involved in the 60-year-long practice of transnational adoption. The author presents a performance-based ethnography of maternity homes, a television search show, an internet forum, and an oral history collection to develop the concept of virtual mothering, a theoretical framework in which the birth mothers’ experiences of separating from, and then reconnecting with, the child, as well as their painful, ambivalent narratives of adoption losses, are rendered, felt and registered. In this, the author refuses a universal notion of motherhood. Her critique of transnational adoption and its relentless effects on birth mothers’ lives points to the everyday, normalized, gendered violence against working-class, poor, single mothers in South Korea’s modern nation-state development and illuminates the biopolitical functions of transnational adoption in managing an “excess” population. Simultaneously, her creative analysis reveals a counter-public, and counter-history, proposing the collective grievances of birth mothers.

The author Hosu Kim is Assistant Professor of Sociology and Anthropology, with an affiliation in Women, Gender, and Sexuality Studies, at the College of Staten Island, City University of New York, USA.

Primo Censimento di Coreani Adottati

K.A.I.O. sponsorizza un importante progetto di ricerca condotta da AND Adoption Naturalization Deportation, un team composto da ricercatori adottivi e sostenitori che lavorano in diversi paesi. Vorremmo chiedere per la vostra partecipazione. Stiamo incoraggiando tutti adottati coreani d’oltremare che sono stati adottati prima del 2000 a partecipare (compresi coloro che sono stati adottati, ma le cui le adozioni non sono state finalizzate). Si prega di leggere di seguito per maggiori dettagli e informazioni sul censimento. Grazie per la vostra considerazione e ci auguriamo che possiate partecipare a questo progetto.
Partecipa al sondaggio: koreanadopteecitizenship.org

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Dato che la nostra rete per l’educazione e la difesa è cresciuta fino a includere adottati che sono stati in grado di conciliare le loro questioni e i sostenitori che ci possono aiutare con risorse finanziaria e soluzioni, siamo arrivati a questo punto:

1) Abbiamo bisogno di tutti adottati coreani che sono stati adottati prima del 2000 a farsi avanti per essere censiti. Aiutiamo #stopadopteedeportations partecipando al censimento dell’adottivo coreano che verrà sottoposto al governo della Corea del Sud. Per quelli di voi le cui adozioni sono state finalizzate, non hanno problemi burocratici e di ottenimento della cittadinanza nel paese adottivo, si tratta di informazioni estremamente rassicuranti comunque da rendere note alla collettività. Per voi, il sondaggio sarà come partecipare a un censimento di 5 minuti. Al momento, nessun governo che ha coinvolto nell’adozione internazionale dei coreani sappia sapere: “Quali sono i nostri numeri?” “Quanti stranieri adottati coreani hanno la cittadinanza, e quanti non lo hanno”? Abbiamo bisogno di fare di meglio.

2) Abbiamo bisogno di sentire più adottati che stanno affrontando questi problemi. Ad esempio, il non aver ottenuto la cittadinanza del paese non è limitato ai coreani inviati negli USA. Alcuni di voi hanno altre questioni burocratiche sempre legate all’adozione. Quindi, se avete qualche preoccupazione per quanto riguarda la vostra naturalizzazione, i vostri documenti e la vostra cittadinanza, vi chiediamo di tener presente questo una piattaforma pubblica per la segnalazione delle vostre esperienze ed esigenze. L’indagine potrebbe richiedere al massimo 30 minuti. All’interno del sondaggio, si avrà la possibilità di indicare il proprio interesse a partecipare a un colloquio di follow-up per esprimere con parole  vostre dubbi e preoccupazioni.

I Coreani adottivi conducono le ricerche: Coreani Adottivi AND Cittadini?

AND rappresenta una base trainante di coreani adottivi e lo sforzo ricerca-azione che è emersa da esperienze di prima mano su adottati che hanno affrontato problemi di cittadinanza è il domandarci a noi stessi e agli altri nel corso degli anni, “Sono un cittadino?” E “Che cosa posso fare per risolvere questa situazione? “Mentre sempre più compagni devono affrontare quelli che possono sembrare problemi d’isolamento come la cittadinanza, ma anche questioni pratiche burocratiche di adozione, nel frattempo siamo cresciuti sempre più preoccupati di come alcuni report sui governi che partecipano alla storia dell’adozione coreana internazionale, non possono spiegare se il 10 per cento di KADs sono senza cittadinanza, ma questo si basa su una cifra di 180.000. Altri report indicano che il dato complessivo delle adozioni di coreani all’estero effettuate dopo la guerra in Corea sia di oltre 260.000. Per progredire, abbiamo bisogno che tutti gli adottivi coreani partecipino, inoltre, abbiamo iniziato a vedere un modello di problemi e bisogni, il che significa che anche le aree da sostenere con più risorse attraverso le esperienze che riguardano:

• l’adozione (non) realizzata
• processi irregolari di naturalizzazione
• esperienze di deportazione, estradizioni e partenze “volontarie”

Adozione Naturalizzazione e Deportazione

E poi cosa succederà dopo? Stimeremo tutto e rilasceremo un manuale di ricerca alla fine dell’anno, attraverso il sito web di AND destinato a tutti gli adottati coreani, sostenitori e al governo della Corea del Sud per affrontare i risultati del censimento

#KoreanAdopteeCitizenship #KADsCount

koreanadopteecitizenship.org

Nota: Per partecipare all’indagine è richiesta il login da Facebook (al posto di un documento d’identità o di sondaggio di Google). Tuoi dati di accesso non sono collegati al contenuto delle risposte, e non viene richiesto di fornire il proprio nome in qualsiasi parte del sondaggio. Di conseguenza, non ci sarà la possibilità di poter accedere ancora al vostro sondaggio una volta usciti.

Siete invitati a controllare qui: https://www.facebook.com/groups/KoreanAdopteeCitizenship/ per gli aggiornamenti.

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K.A.I.O. is sponsoring an important research project conducted by AND, a team comprised of adoptee researchers and allies working across several countries, and we would like to ask for your participation. We are encouraging all overseas Korean adoptees who were adopted prior to 2000 to participate(including those who were sent for adoption, but whose adoptions were not finalized). Please read on for more details and information about the census. Thank you for your consideration and we hope you’ll participate in this project.

Take the survey: https://koreanadopteecitizenship.org/

Partecipate in the 1st Korean Adoptee Census

As our network for education and advocacy has grown to include adoptees who have been able to reconcile their AND-related issues, and allies who can help us leverage resources and solution, we have arrived at this moment of action:

1) We need all Korean adoptees who were adopted before 2000 to come forward and be counted. Help #stopadopteedeportations by taking the korean adoptee census to be submitted to the South Korean government. For those of you whose adoptions were finalized, have no paperwork issues, and you have placement country citizenship, this is incredibly reassuring information for us to know collectively. For you, the survey will be comparable to participating in a 5 minute census. Currently, no government that has participated in the history of intercountry adoption of Koreans appears to know: “What are our numbers? ” “How many overseas Korean adoptees have citizenship, and how many do not?”  We need to do better.

2) We need to hear from more adoptees who are facing issues. For instance, not having placement country citizenship is not limited to Koreans sent to the U.S. for adoption. Some of you have adoption or other paperwork issues. So, if you have any concerns regarding your adoption, your paperwork, your citizenship–then we ask that you consider this a public-facing platform for reporting your experience and needs. For you, the survey may take 30 minutes. Inside the survey, you will have the option to indicate your interest in participating in a follow-up interview to voice your concerns in your own words.

Korean adoptee-led research: Korean Adoptee AND Citizen?

AND is an overseas Korean adoptee-driven grassroots and action-research effort that emerged from first hand experiences of adoptees facing issues with citizenship status,  having to ask ourselves and each other over the years, “Am I a citizen?” and “What can I do to resolve this situation?” As more folks come forward, with what can seem like isolating problems from citizenship but also adoption paperwork issues, we have grown increasingly concerned with how some reports say the governments participating in overseas Korean adoption history cannot account for whether 10 percent of overseas KADs are without citizenship, but this is based on a figure of 180,000. Other reports indicate the overall figure of overseas Korean adoptions that have taken place since the war in Korea are over 260,000. To make progress, we need all KADs to take part. Moreover, we have begun to see a pattern of issues and needs, which also means areas to advocate for more resources across experiences that pertain to:

• adoption (non)finalization
• uneven processes of naturalization
• experiences of deportation, removals and “voluntary” departures

Adoption Naturalization and Deportation

And what happens next? We will be drafting and will release a resource manual at the end of the year via the AND website  intended for all Korean adoptees, allies, and the South Korean government to address the census findings

#KoreanAdopteeCitizenship #KADsCount

Take the survey: koreanadopteecitizenship.org

Note: Taking the survey does require Facebook login (instead of a Google ID or survey token). Your login info is not connected to the contents of responses, and you are not asked to give your name anywhere in the survey. As a result, you will not be able to exit and return back to your survey. You are welcome to check back with https://www.facebook.com/groups/KoreanAdopteeCitizenship/ for updates.

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Korean Herald

Articolo apparso su Korea Herald sull’incontro delle associazioni di Coreani adottivi

a Koroot del 2 Agosto 2016 a Seoul

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Costruire attraverso la geografia

Laboratorio esplorativo dell’attivismo degli adottivi coreani provenienti da vari paesi tenuto a Seoul.

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Martedì 2 agosto c’è stato il laboratorio con il titolo “Le voci recenti degli adottivi in movimento – laboratorio della comunità adottiva” organizzato dalla danese coreana adottiva Mette Lee e dall’americana coreana adottiva Emily Ahn Levy. Le due hanno invitato varie organizzazioni e persone che hanno presentato i loro lavori a KoRoot, una guest house e centro fondamentale per tutti i coreani adottivi che si trovano a Seoul. È stato sorprendente vedere che più di 50 persone hanno partecipato a questo workshop.

Per prima ha parlato Hyunju Chappell, un’americana coreana adottiva che vive in California, intervenuta via Skype. Ha mostrato come utilizza l’arte per il suo attivismo. Tra i vari progetti su cui ha lavorato Hyunju negli ultimi due anni ce n’è uno che si chiama “Cittadinanza per tutti gli adottivi”, inoltre, Hyunju ha aiutato un’organizzazione regionale di coreani adottivi, ASK di Los Angeles, promuovendo la campagna “Costruisci famiglie non scatole” per aumentare la consapevolezza della cosiddetta baby box introdotta a Seoul nel 2010, utilizzata per abbandonare I bambini in maniera anonima. Questa campagna, inoltre, vuole supportare le madri single in Corea.

La seconda presentazione è stata quella dell’adottiva coreana Taneka Jennings di Chicago (KAtCH) che ha parlato della campagna sui diritti dell’adottato (ARC). Lo scopo di questa campagna è quello di creare una legge che garantisca la cittadinanza di tutti gli adottivi internazionali negli Stati Uniti. Ci sono ancora dei vecchi adottivi che non rientrano nella fascia di età della nuova legge sulla cittadinanza.

Il terzo relatore è stato Kasper Eriksen, danese adottivo che vive in Seoul da qualche anno e ha parlato di ASK (Adoptee Solidarity Korea) che qualche anno fa ha compiuto 10 anni ed è la prima organizzazione di adottivi in Korea che ha iniziato a supportare le madri coreane non sposate.

La relatrice successiva è stata Lene Myong, anche lei danese adottiva. Ha parlato del gruppo di lavoro in cui è coinvolta, Tænketanken Adoption (Think Tank Adoption) i cui membri sono student adottivi di diversi paesi. L’organizzazione basa il proprio lavoro sui diritti dei bambini della Convenzione delle Nazioni Unite e sui diritti umani della Convenzione Europea.

Hanna Sofia Jung Johansson è la fondatrice di SKAN (Swedisk Korean Adoptees’ Network), e ha presentato la sua relazione sottolineando il fatto che nonostante il nome svedese,  ci sono membri adottivi coreani negli Stati Uniti e anche due genitori adottivi con bambini dalla Corea. Ha parlato dei libretti sulla ricerca delle famiglie d’orgine che SKAN ha pubblicato e delle campagne che stanno supportando tra cui “Costruisci famiglie non scatole”.

Successivamente, Kim Soo-bok Cimaschi, vice presidente di KAIO (Koreani Adottivi Italiani Organizzati), ha presentato ciò che la sua organizzazione promuove. KAIO forma anche operatori sociali che lavorano nell’adozione. Ha espresso la volontà di creare una federazione mondiale di adottivi, coivolgendo anche altri gruppi come, ad esempio, gli adottivi dello Sri Lanka che hanno recentemente costituito un’associazione mondiale.

Negli ultimi anni sempre più voci critiche danesi si sono fatte sentire e la settima relatrice, Yong Sun Gullach di Adoptionspolitisk Forum, ne è un esempio. Come Tænketanken Adoption, anche APF è aperta agli adottivi provenienti dai vari paesi. Lo scopo dell’associazione è quello di creare un dibattito critico sull’adozione. Negli ultimi due anni, l’organizzazione di Gullach è stata molto attiva sulla questione delle adozioni illegali dall’Etiopia. Il risultato è stato il ritiro di molti paesi dall’Etiopia.

L’ultima relatrice è stata Janine Myung Ja che, con la gemella, Jenette Yamamoto, sono note anche come le gemelle Vance, ha pubblicato un memoir e delle antologie Adoptionland: From Orphans to Activist (2014) and The Unknown Culture Club: Korean Adoptees, Then and Now (2015).

Le voci critiche sono parte della nostra comunità! Questo incontro è stato un’occasione per sperimentare un senso di appartenenza. Abbiamo capito che ci sono molti individui dedicati e disposti a lavorare sodo per far sapere alla società che è importante conquistare uno spazio per le voci critiche, l’attivismo e la ricerca accademica in materia di adozione e ha gettato le basi per un futuro di collaborazione per la realizzazione di progetti concreti per la giustizia e i diritti degli adottati, per le famiglie originali e per i diritti umani. [H.J]

Sostegno in Corea

KAIO ha donato 1.000 euro a Koroot e 500 euro a KUMFA

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Koroot (la casa delle radici coreane Korean Root) non è solo una guesthouse per adottati coreani provenienti da tutto il mondo che visitano la loro terra madre, ma anche una ONG che cerca di trovare soluzioni alle questioni dell’adozione internazionale. Koroot supporta gli adottati che stanno in Corea per un breve o lungo periodo, e promuove anche varie attività per costruire solidarietà tra gli adottati coreani e consapevolezza dell’adozione internazionale nella società coreana.

Abbiamo incontrato Pastor Kim che ci racconta che Koroot è stata fondata per aiutare ad affrontare le sfide che devono fronteggiare gli adottivi che tornano in Corea, fornendo lorovitto e alloggio a prezzi economici e assistenza per l-approccio con la società’ coreana.

Organizziamo regolarmente eventi culturali come il Capodanno lunare, il Ringraziamento e feste varie organizzate nel nostro giardino esterno. Organizziamo anche eventi culturali come mostre artistiche o conferenze. Abbiamo coprodotto dei film e anche edito dei libri sempre di adottivi coreani. Siamo impegnati dal punto di vista politico assieme ad altre associazioni come TRACK (Verita’e , ASK (Adoptee Solidarity of Korea) , KUMFA, Gong-Gam, Dandelions (Genitori Naturali e Figli dati in adozione) e nel 2011 ilParlamento coreano ha approvato la nostra proposta di legge sulla Special Adoption Law, che preede lóbbligo della madre naturale di provvedere al figlio per almeno una settimana prima di darlo in adozione e la possibilita’ di revoca della scelta di abbandono entro 6 mesi.

koroot.org

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KUMFA sostiene per i diritti sociali e legali per le ragazze madri in Corea. La famiglia in Corea del Sud è cambiata nel corso del 21° secolo. Comunque, la società coreana considera le ragazze madri come non convenzionali e negano o tolgono loro il diritto di poter scegliere di allevare il loro figlio. Migliorare le istituzioni e nel sistema del welfare sociale è un imperativo in quanto sono talmente radicate nel pregiudizio e nella discriminazione.

Tutte le madri devono avere il diritto di essere accolte come membri di una società civile a prescindere dal loro status civile ed economico. KUMFA aiuta a dar voce al cambiamento nella nostra vita e nella vita delle altre famiglie.

Email: missmommamia@naver.com

www.facebook.com.groups/kumfa/

Ricerca della famiglia biologica

Secondo la legge sull’adozione speciale (SAL), l’ente Koreano per i Servizi dell’Adozione (KAS) è responsabile per la ricerca famiglia d’origine. Qui ci sono informazioni su come è possibile caricare le informazioni sul sito KAS per cercare per la tua famiglia.

Ci preme sottolineare che KAIO non ha risorse per rispondere a domande sulla ricerca famiglia d’origine. Le domande devono essere mandate direttamente KAS.

Ecco cosa si può fare:
1. Vai al sito KAS:

https://www.kadoption.or.kr/en/board/board_list.jsp?bcode=42_2

2. Carica le tue foto

3. Invia un’ email a Sara Yoon chiedendole di tradurre il vostro annuncio in coreano e metterlo sul sito coreano. Il suo indirizzo e-mail è: saraday@kadoption.or.kr

4. Se non si ottiene un servizio adeguato da KAS, si prega di segnalarlo a questo link (canale ufficiale del governo):

http://www.epeople.go.kr/jsp/user/on/eng/HowPetition_USA.jsp

5. Follow-up con KAS dopo il nuovo anno lunare (fine febbraio)

Naturalmente è possibile caricare altre informazioni anche in seguito.

Buona fortuna!